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27/10/2016
ACCP PEDIGREE


12/07/2015
ALL AMERICAN DOG – WORLD CHAMPION 2015


19/01/2010
Editoriale_01 2010

Questo breve racconto è dedicato a un amico che, in questomomento, combatte ancora una volta con la malattia. Spero che in questa storia di grande amicizia con un cane, sentimento che ben conosce per averlo vissuto più volte, possa ritrovarsi, cogliendone il messaggio di positività e fiducia nel futuro.


Alcune sere fa nevicava copiosamente. Mi sono soffermata a lungo a osservare dalla finestra del salone al primo piano il giardino imbiancato. Ho pensato con infinita tristezza ai nostri Pepe, Nayra, MissToro, Sugar, Rocco Bull, che non ci sono più. Guardando quei grandi fiocchi, leggeri e delicati, li ho immaginati come tante carezze peri miei cani, che riposano tutti proprio in quel giardino. E così quella neve è diventata improvvisamente una bianca, soffice e calda coperta che, nei miei pensieri, ne ha scaldato il riposo. Queste feste di fine anno sono state le prime, dopo 17 anni, senzai nostri cani. Quanti ricordi... Il panettone condiviso con tutti loro nei giorni di festa, i fiocchi rossi e oro al collo in abbinamento alle decorazioni della tavola, e poi i giochi, gli scherzi, insomma il calore e la felicità fatta di piccole cose di una famiglia riunita. E così mi ritorna il mente il primo capodanno con Rocco Bull. Erail 31 dicembre 1993. Ricordo che Moreno, impegnato con il suo lavoro fino alle prime ore del pomeriggio, mi aveva fatto una bellissima sorpresa. Aveva infatti prenotato una camera all'hotel La Perouse di Nizza, un delizioso hotel de charme all'inizio della Promenade des Anglais, affacciato sull'incantevole Baia des Anges, dove eravamo stati nell'agosto precedente in occasione della nostra prima vacanza conil piccolo Rocco Bull. Una vacanza al mare, secondo il progetto iniziale, ma che si era trasformata invece in un viaggio indimenticabile attraverso l'intera Francia, fino a Parigi. Arrivammo a Nizza piuttosto tardi. Nessuna prenotazione per cenoni organizzati o feste in discoteca, volevamo trascorrere la serata noi tre insieme. Eravamo felicissimi. Il tempo di posare la valigia in camera e fummo di nuovo tutti e tre in strada, pronti per festeggiareil nuovo anno. Pochi passi e ci addentrammo nella vecchia Nizza alla ricerca di un ristorantino per una cena romantica. Scorsi un piccolo locale (che purtroppo non esiste più) nella Court Saleya. Mi colpì l'atmosfera, intima e raccolta e l'illuminazione, quasi esclusivamente a lume di candela. Entrammo con poche speranze di trovare posto (erano quasi le 23) ma, un pizzico di fortuna, una disdetta dell'ultimo minuto, ci consentì di sederci a un tavolo. Capii immediatamente che non avremmo potuto scegliere niente di meglio per noi perché fummo accolti con simpatia e Bull con una carezza. La ragazza che ci assegnò l'unico tavolo disponibile, si innamorò a prima vista di Rocco Bull e ci sporse una sedia anche per lui, affinchè potesse sedere al tavolo con noi. Giusto il tempo di stuzzicare qualcosa e con l'avvicinarsi della mezzanotte, ci ritrovammo, tutti e tre, con cappellini e trombette. Bull sembrava molto divertito da questa nuova situazione, dalle foto dei tanti turisti che volevano accaparrarsi questo insolito souvenir di Nizza e dai nuovi amici. Per essere onesta Moreno decisamente meno... quel cappellino...! Io ridevo come una matta, indecisa su chi dei due fosse il più buffo, se Bull con quell'improbabile cappellino perfettamente centrato fra le sue orecchie da pipistrello, o Moreno, molto poco incline ai travestimenti e a tutto ciò che, in qualche misura, è assimilabile al carnevale. E quando a mezzanotte spensero tutte le luci, fra trombette, stelle filanti, risate e ululati, salutammo il nuovo anno. Dopo pochi minuti eravamo a guardare i fuochi d'artificio sul mare. Il nostro cucciolone abbaiava per gioco, divertito e un po' frastornato da questo susseguirsi di nuove esperienze. E' stata la notte di San Silvestro più felice che abbia mai vissuto. Quella notte, esprimendo il mio desiderio per il nuovo anno, chiesi che il progetto su cui Moreno ed io avevamo iniziato a lavorare proprio in quei giorni, andasse in porto. Fui accontentata. A giugno di quell'anno, infatti, uscì il primo numero di “Pit bull & fighting dogsMagazine” che divenne, due anni più tardi, “Canidapresa Magazine”.
Auguro a tutti voi che, almeno una volta nella vita, un vostro sogno possa diventare realtà. Buon anno! Roberta Albanesi direttore di Canidapresa Magazine.
Questo breve racconto è dedicato a un amico che, in questomomento, combatte ancora una volta con la malattia. Spero che in questa storia di grande amicizia con un cane, sentimento che ben conosce per averlo vissuto più volte, possa ritrovarsi, cogliendone il messaggio di positività e fiducia nel futuro.


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21/12/2021
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